28 Febbraio 2024 / AUTO ELETTRICHE

Batterie LFP per veicoli elettrici: mercato, caratteristiche e vantaggi

La produzione in Europa di auto elettriche per il mass-market dovrebbe passare attraverso l’adozione di batterie LFP (LiFePo). Cioè batterie con catodo al litio-ferro-fosfato, meno costose delle NCM con catodo al nichel-cobalto-manganese. Questo tipo di soluzione dovrebbe diventare ancora più economica nei prossimi mesi, visto che un forte ribasso del prezzo delle batterie LFP è atteso per metà 2024.

Lo hanno recentemente dichiarato Catl e Byd (fonte CnEVPOst), di gran lunga i principali produttori di batterie a livello globale. In particolare le due aziende cinesi sommavano oltre l’80% del mercato mondiale di batterie LFP per veicoli elettrici nel 2022 (dati IEA). Il costo di approvvigionamento per le case automobilistiche delle celle quadrate da 173 Ah secondo le specifiche VDA delle LFP dovrebbe infatti dimezzarsi a 51 euro/kWh. Ma c’è chi si spinge a prefigurare un prezzo ancora più basso a 41 euro/kWh, come fa Cao Li, il Ceo della casa cinese di auto Leapmotor partner di Stellantis che è in predicato di avviare nel 2026 a Torino Mirafiori la produzione di 150mila veicoli elettrici a basso costo.

Del resto Carlos Tavares, Ceo di Stellantis, aveva già dichiarato a febbraio 2023 che le batterie LFP servono “perché, in termini di costi, garantiscono la possibilità di realizzare auto a prezzi accessibili per le classi medie”. A tal proposito, ci sono indiscrezioni che Stellantis svilupperà assieme a Catl una giga factory in Spagna per la produzione di batterie LFP con cui equipaggiare diversi modelli di auto elettriche del Gruppo rivolti al segmento di mercato medio-basso, il cui prezzo di vendita dovrebbe quindi abbassarsi mantenendone però la produzione in Europa.

Mercato batterie LFP per veicoli elettrici

Secondo un report della società di analisi sudcoreana Yuanta Securities Research Center, le batterie LFP per veicoli elettrici hanno raggiunto nel 2023 il 37% della quota mondiale di mercato. La crescita è stata molto rapida, considerando che nel 2020 la quota di mercato era il 17%. Gli analisti prevedono che arriveranno al 41% nel 2024 e al 47% nel 2026. Quindi la corsa per superare le batterie NCM appare molto lanciata. Un trend favorevole alla Cina, che con Catl, Byd e altri player nel 2022 deteneva ben il 95% della produzione globale di batterie LFP.
La questione è se e quanto le LFP possono essere prodotte anche in Europa. Soprattutto in vista di una possibile guerra commerciale contro le importazioni a basso costo dalla Cina di prodotti strategici per la transizione energetica che l’Ue, così come gli Usa, sembrano intenzionati a portare avanti in un nuovo scenario di mercati mondiali più regionalizzati con filiere più corte.

Cosa sono e caratteristiche delle batterie LFP per veicoli elettrici

Le batterie LFP hanno un elettrolita agli ioni di litio allo stato liquido, catodo al litio-ferro fosfato e anodo di grafene su supporto metallico. Non vengono utilizzate solo per i veicoli elettrici. Ma anche per i sistemi di accumulo di energia, con importanti prospettive di sviluppo nel campo delle energie rinnovabili, e per alimentazione e dispositivi di consumo elettronici.

Il funzionamento delle LFP è simile a quello delle più diffuse batterie NCM con catodo al nichel-cobalto-manganese, rispetto a cui hanno una densità energetica più bassa e minore autonomia, ma cicli di vita più lunghi. In attesa che si sviluppino tecnologie e materiali alternativi, le performance in termini di autonomia e di temi di ricarica delle batterie LFP per veicoli elettrici stanno intanto migliorando da anni.

Vantaggi delle batterie LFP per veicoli elettrici

I vantaggi prestazionali delle batterie LFP applicate alla mobilità elettrica si misurano in termini di durata del ciclo di vita, affidabilità, sicurezza. Mentre, in termini economici, c’è il vantaggio dei costi di produzione inferiori di quelli per le batterie NCM. Su questo incidono sicuramente le materie prime, in particolare costi e disponibilità di materiali del catodo quali il ferro e il fosforo. Inoltre, i termini di impatto ambientale, è assente il controverso cobalto.

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