25 Luglio 2024 / EXPERIENCE

Economia USA e presidenziali 2024: l’analisi del prof. Arrigo Sadun per Smart Faro

La congiuntura dell’economia USA nel 2024 e le possibili diverse politiche economiche di chi sarà il nuovo presidente. Il tema è stato affrontato nello Speciale Smart FARO del 22 luglio con l’intervento del prof. Arrigo Sadun, Chief Economy Advisor di FARO Club.

L'economia innanzitutto, per gli elettori americani

Sull’esito delle presidenziali 2024 peserà lo stato effettivo dell’economia USA a novembre, che è il tema più sentito dall’opinione pubblica. Seguono immigrazione e sicurezza.

L'inflazione

Le preoccupazioni e il disagio sono in primis per l’inflazione, nonostante ultimamente sia rallentata (tasso annuo inflazione USA 3% a giugno 2024) con esiti positivi sul potere d’acquisto. Può apparentemente sembrare strano, visto che il mercato del lavoro USA è ancora robusto e la dinamica salariale nel 2024 è sostenuta con tassi di incrementi più alti dell’inflazione.

Ma gli effetti cumulati di tre anni di forti aumenti dei prezzi sono pesanti. Mediamente alloggi, cibo e carburanti costano nel 2024 il 20/25% in più rispetto all’inizio del mandato Biden.

In particolare, i prezzi delle case sono fuori portata per le nuove generazioni, anche a causa dei tassi di interesse proibitivi sui mutui. Nel 2024 ci si aggira intorno al 9% rispetto a meno del 3% nel 2021. Anche gli affitti sono aumentati in linea con i mutui. E gli effetti sui bilanci delle famiglie sono stati immediati.
La questione è anche psicologica, perché colpisce il sogno della classe media di acquistare casa. Inoltre, essendo quello sull’abitazione l’investimento di gran lunga più importante nella vita delle persone, le nuove generazioni sono tagliate fuori. Evidenza che le differenze economiche e sociali nella società americana si stanno ampliando.

Politicamente, ne risponde il partito che ha espresso la presidenza nel mandato 2020-2024, cioè i Democratici. Che argomentano che ora l’inflazione è sotto controllo. Ma è una posizione difficile.

Bisognerebbe che la Fed tagliasse in tempi brevi i tassi di interesse più volte in maniera consistente. Ma non è realistico. E anche se i tassi sui mutui scendessero al 7% in pochi mesi, non cambierebbe granché dal punto di vista pratico.

Il rischio stagflazione

Il tasso di crescita del Pil statunitense è sceso da oltre il 4% del 2023 all’1,6% nel primo trimestre del 2024. E gli analisti si aspettano che rimanga intorno al 2% per tutto l’anno.

In prospettiva ci sono due opzioni. O si va verso la fine del soft landing in cui l’inflazione è portata sotto controllo con politiche restrittive della banca centrale. Oppure si va verso un prolungato periodo di stagflazione, anche se non drammatica. L’inflazione potrebbe infatti rimanere abbondantemente superiore agli obiettivi della Fed e al tasso di crescita del Pil del 2%.

Si saprà verso fine anno, Nel frattempo, l’influenza delle politiche economiche per ribaltare il trend negli ultimi mesi della presidenza Biden sarà irrilevante.

Il fisco

La questione tasse non è immediata per l’economia USA. Per le leggi in materia fiscale serve infatti il consenso del Congresso. Ma non è detto che il partito del prossimo presidente, chiunque sarà, riesca ad avere anche il controllo del parlamento.

I margini economici e finanziari per eventuali tagli di tasse, promessi dai Repubblicani, sono comunque stretti. E i tempi sarebbero lunghi. Nel 2025 scadono quelli che Trump aveva fatto da presidente nel mandato 2016-2020, e riconfermarli richiederà uno sforzo di bilancio. Su questo c’è un punto interrogativo a causa delle finanze pubbliche, perché il rapporto debito pubblico / Pil USA è ora al 100%, mentre il rapporto deficit / Pil USA è salito intorno al 6/7%.

In ogni caso, gli effetti di una riforma fiscale non si paleserebbero nell’economia Usa prima di 2/3 anni.

L'approccio dei candidati

Lato Democratici. Anche se non è ancora ufficiale, Kamala Harris sarà il candidato alle presidenziali 2024 dopo il ritiro dalla corsa del presidente Joe Biden. Se Harris vince, la strategia economica sarà una riedizione di quanto fatto negli ultimi anni. Quindi grossi stimoli fiscali, che sono però in contraddizione con l’obiettivo di riportare l’inflazione sotto controllo e ridurre il debito pubblico. I tagli fiscali e l’aumento della spesa sociale per i meno abbienti sarà compensato dall’aumento delle tasse su grandi aziende e redditi alti. Ma questo difficilmente stimolerà l’economia USA, perché non si è mai visto un rilancio dell’economia aumentando le tasse.

Lato Repubblicani. Se Donald Trump vince, sarà in grado di attuare alcune misure importanti in campo energetico, perché cancellerà alcune limitazioni su oil&gas introdotte da Biden. Gli effetti saranno rapidi, perché si tratta di decisioni per via amministrativa che non dipendono dall’approvazione del Congresso. Le misure sull’energia possono essere un volano per gli investimenti globali e aiutare quindi la congiuntura macro economica.

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