BATTERIE
Le prospettive del riciclo di batterie agli ioni di litio per veicoli e accumuli
Recuperare il piombo dalle batterie non è tecnicamente un problema. Le pratiche di riciclo di questo metallo sono già consolidate da anni. Quindi il target dell’85% di piombo recuperato da riutilizzare nella produzione di nuove batterie, fissato dal Regolamento Ue 2023/1542, non appare difficile da raggiungere. Ma nel mondo almeno la metà dell’offerta di piombo è ancora metallo primario, e anche l’Europa è sotto soglia.
Del rapporto tra piombo secondario e primario e di come la produzione di quest’ultimo possa essere influenzata soprattutto dalla chiusura di impianti industriali di zinco si è parlato nel Kerb sui mercati fisici dei metalli del 66° Faro Club Main Meeting.
«La produzione di piombo primario dipende dalla disponibilità di residui di lavorazione dello zinco, la cui domanda è debole. Pertanto – ha spiegato Gianluca Spiniello, Supply Chain & Purchasing Director dell’azienda produttrice di batteria Fiamm Energy Technology – la possibile chiusura di smelter di zinco in Europa potrebbe avere un certo impatto. Recuperare piombo dalle batterie non è problematico per l’industria di settore, che rappresenta gran parte del mercato di questo metallo. La qualità del piombo secondario infatti è equiparabile a quella del primario per la maggior parte delle applicazioni, che non richiedono gradi di purezza così elevati da dover necessariamente utilizzare metallo primario».
Secondo il Forecast di ILZSG – International Lead and Zinc Study Group, nel 2024 il surplus dell’offerta globale di piombo raffinato rispetto alla domanda sarà di 63mila tonnellate. E salirà a 121mila tonnellate nel 2025. La Cina tonerà ad essere un esportatore, soprattutto verso altri Paesi asiatici. Gli Stati Uniti rimarranno un importatore con produzione in deficit rispetto alla domanda. Mentre il mercato europeo tornerà in equilibrio.
«La domanda europea di piombo per le batterie è stabile con tendenza al ribasso – ha osservato Spiniello – perché i macro investimenti per impianti industriali e di accumuli di enerrgia hanno rallentato, l’automotive è in calo, mentre tiene il mercato della ricambistica. La produzione sta tornando alla normalità, l’offerta è bilanciata rispetto alla domanda, i premi sono di nuovo ai livelli del 2021. Pertanto si prevede un calo del 40% delle importazioni di piombo dalla Cina, perché il mercato europeo oggi è meno interessante per i produttori cinesi».