METALLI
L’Osservatorio Faro legge il mercato del rame oltre la narrazione prevalente
L’Ufficio Studi di Assomet stima che nel 2023 e 2024 la quota di rame riciclato sul totale di metallo utilizzato sia scesa in Italia sotto il 60%.
Rispetto a volumi complessivi di poco superiori a un milione di tonnellate, la produzione italiana da rottame è stata di circa 560mila tonnellate nel 2023 (55%) e di quasi 580mila tonnellate nel 2024 (57,1%).
Negli anni precedenti, dal 2018 al 2022, la quota di produzione da rottame si era invece aggirata tra il 63% e il 68%.
La media del periodo 2018-2024 è stata del 62,5%.
Tabella stima Assomet (volumi in tonnellate)
Grafica tabella Assomet
In Europa il tasso di riciclo del rame è del 30%, mentre la media mondiale è del 20%.
Massimo Vincenzi, esperto di settore dell’Osservatorio italiano delle materie prime Faro, spiega: «Oggi i produttori di catodi di rame arrivano a utilizzare massimo il 45-50% di riciclato, a cui aggiungono il concentrato di rame che arriva dalle miniere.
Sul riciclo ci sono però limiti tecnico-produttivi, perché gli impianti di colata di rame non raffinano e i forni non possono essere caricati di rottame oltre una certa quota. Inoltre, rispetto per esempio all’alluminio, i tassi di raccolta e riciclo sono più bassi e il ciclo di vita dei prodotti è più lungo.
Nel mondo si stima ci siano circa 8 milioni di tonnellate di rottami o di sottoprodotto di rame circolante su un totale di 30 milioni di utilizzo. Nel futuro prossimo questi volumi saranno combattuti tra i produttori di catodi.
Le difficoltà nei processi di produzione a cascata, come la colata continua, sono legate sia alla qualità sia alla disponibilità di materiale. Esistono già dei circuiti chiusi dove i clienti consegnano ai produttori i loro scarti interni di lavorazione, ma sono quantità minime. E per quanto riguarda il rame riciclato post-consumer, occorre tenere conto che il ciclo di vita dei cavi di rame è di quarant’anni. I tempi di riutilizzo non sono quindi brevi.
L’Europa dovrà giocare la partita del rottame e del sotto prodotto di rame con player come la Cina. Sarà una competizione molta ardua. Inoltre, cambieranno le dinamiche dei prezzi. Già oggi per il rottame la tendenza è il prezzo flat, non più a sconto su LME».
Mercato del rame: i dati Eurostat elaborati dal Centro Studi di Assomet indicano un lieve aumento delle importazioni di rame in Italia nel 2025 (totale 1,12 milioni di tonnellate) rispetto al 2024 (+2,2%) e al 2023 (+0,5%).
La provenienza Ue rappresenta mediamente il 73% delle importazioni di rame.
Quasi la metà (507mila tonnellate nel 2025, -9.6% sul 2024 e -11,8% sul 2023) consiste in rame raffinato, leghe e rame greggio. Il 14% sono cascami ed avanzi di rame (165mila tonnellate nel 2025, +7,9% sul 2024 e +6,9% sul 2023).
Tabella completa Eurostat-Assomet su import rame Italia (volumi in tonnellate)