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La composizione negoziata della crisi d’impresa si sta affermando come uno degli strumenti più “popolari” dell’impianto normativo del nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza introdotto nel 2019 (D.Leg. n.14 del 12 gennaio 2019).
Nel corso del 34° Smart Faro Focus l’avvocato Alberto Villa dello studio BonelliErede ne ha illustrato le principali caratteristiche e ha spiegato vantaggi e opportunità che questo tipo di procedura comporta per debitori e creditori.
«Uno strumento potente e multiuso», lo ha definito l’avvocato Villa.
La composizione negoziata della crisi d’impresa consente all’imprenditore in difficoltà di avviare trattative assistite con i creditori in sede stragiudiziale. Il percorso si svolge quindi fuori dal tribunale, sotto la guida di un esperto indipendente nominato dalla Camera di Commercio.
L’imprenditore mantiene la gestione ordinaria e straordinaria dell’azienda. E può ottenere, se le richiede, misure protettive immediate contro le azioni ostili dei creditori, creando uno spazio sicuro per giungere a soluzioni condivise e prevenire l’insolvenza.
«La composizione negoziata risponde a una duplice esigenza», ha osservato Villa. «Da un lato, alleggerire il carico dei tribunali relativo a procedure di gestione delle crisi d’impresa. Dall’altro, in linea con l’input delle direttive europee, favorire l’emersione anticipata delle situazioni di difficoltà e squilibrio economico, finanziario, patrimoniale delle aziende. L’obiettivo è infatti incentivare gli imprenditori ad affrontare tempestivamente la crisi, prima che diventi irreversibile».
Secondo l’Osservatorio semestrale di Unioncamere, in Italia tra novembre 2021 e ottobre 2025 sono state presentate circa 3.500 istanze di composizione negoziata. La crescita è stata progressiva: nei primi tre trimestri del 2025 l’incremento è stato del 75% e ha riguardato realtà aziendali di settori economici e classi dimensionali molto diversificate. Anche il tasso di successo è in aumento: oggi si attesta intorno al 20% delle pratiche archiviate (410 su 2043 nel periodo considerato), con una durata media inferiore ai 12 mesi.
L’incidenza della composizione negoziata sul totale delle procedure aperte con strumenti previsti dal Codice della Crisi è salita dal 5,7% del 2022 all’13,2% del 2025 (Osservatorio Unioncamere Crisi d’Impresa).
Tra i casi di successo di composizione negoziata riguardanti aziende famose l’avvocato Villa ha citato gli esiti per Coin, Sampdoria e Valvitalia. Ma lo strumento funziona anche per le Pmi.
«È molto duttile, il criterio dimensionale non è dirimente, vi si ricorre in plurimi settori. Uno degli elementi più attrattivi è rappresentato dalle misure protettive temporanee. L’imprenditore può richiederle nella presentazione dell’istanza, ottenendo un blocco immediato, anche totale, delle azioni esecutive e cautelari dei creditori, che può durare fino a 12 mesi. La loro funzione è chiara: creare uno spazio protetto in cui le trattative si svolgano senza pressioni esterne, favorendo soluzioni negoziali».
Non a caso, le misure protettive sono le più richieste (81% dei casi analizzati da Unioncamere).
La procedura si avvia attraverso la piattaforma telematica nazionale di Unioncamere, che offre indicazioni operative. In questa sede si può innanzitutto effettuare un test di valutazione della sostenibilità prospettica del debito, per capire se ci sono le condizioni per la predisposizione di un piano di risanamento.
«Questo approccio – ha sottolineato l’avvocato – consente all’imprenditore di acquisire maggiore consapevolezza sulla situazione della propria azienda e di intervenire tempestivamente».
Se i vantaggi per il debitore sono evidenti, la composizione negoziata rappresenta comunque un’opportunità anche per i creditori.
Innanzitutto, perché si tratta di gestire una delicata fase negoziale. I contratti pendenti, infatti, proseguono e il creditore è tenuto a mantenere un comportamento conforme ai principi di buona fede. Ciò richiede un’attenta valutazione strategica con il supporto di advisor specializzati.
Un altro elemento di interesse riguarda l’ipotesi di acquisizione di aziende o rami di azienda. In deroga alle regole ordinarie del Codice Civile, nell’ambito della procedura di composizione negoziata è infatti possibile, previa autorizzazione del tribunale, subentrare in un’attività economica senza dover rispondere dei debiti pregressi iscritti in contabilità.