MANIFATTURA
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L’effetto distorsivo sui prezzi del nichel delle politiche governative indonesiane continuerà. Ne è certo Fulvio Orselli, Direttore Divisione Inox di Bicomet spa, intervenuto nel Kerb sui mercati fisici dei metalli industriali del 71° Faro Club Main Meeting.
Ad avvalorare questa tesi è il susseguirsi dei casi di crisi di smelter indonesiani di nichel. Il più recente riguarda Gunbuster Nickel Industry (GNI), che sta lavorando a una istrutturazione del debito ed è sottoposta a procedura di protezione legale temporanea dalle azioni esecutive dei creditori.
La questione pesa molto sul mercato globale, visto che il Paese asiatico è il primo produttore mondiale di nichel. «Vista la situazione, non credo che l’Indonesia possa allargare le licenze di estrazione. Se non sostiene il prezzo minimo del nichel, infatti i casi Gunbuster si moltiplicheranno», sostiene Orselli.
GNI, che ha avviato un impianto di nichel pig iron per acciaio inox nel 2021, ha una capacità produttiva di 1,8 milioni di tonnellate all’anno con un investimento totale di 1,62 miliardi di dollari. Il progetto comprende 25 linee che utilizzano il processo di forno elettrico rotante, ma la produzione è stata recentemente ridotta.
Un altro operatore in crisi è Huadi Nickel Alloy Indonesia, che ha interrotto le attività di raffinazione e avviato una procedura di sospensione del debito, dopo aver faticato a garantire un approvvigionamento sufficiente di minerale e a gestire l’aumento dei costi.
La chiusura di Huadi, osserva un report di Argus, è collegata alla riduzione delle quote di estrazione, all’aumento dei costi delle materie prime e al peggioramento delle condizioni di mercato. La crisi evidenzia le più ampie difficoltà che i produttori sostenuti dalla Cina si trovano ad affrontare in Indonesia.
Nel frattempo, i progetti HPAL (High Pressure Acid Leaching) della società australiana Nickel Industries e quello cinese di Hanrui per la produzione di nichel fuso sono stati ritardati a causa di eccesso di offerta, pressioni sui costi e incertezza politica.
Nel corso del 71° Faro Club Meeting di metà giugno Orselli ha osservato: «L’anno è cominciato positivamente. Il prezzo del nichel ha raggiunto un livello che si sta mantenendo costante per effetto dei volumi delle scorte: 400mila tonnellate disponibili nei magazzini LME e Shanghai Future Exchange. Da lungo tempo il mercato è in contango tra 150 e 250 dollari alla tonnellata, senza tensioni particolari.
Anche la fase di grande incertezza nei mercati per la crisi del Golfo Persico non ha quasi avuto effetti sul nichel. Stiamo registrando un raffreddamento delle aspettative della domanda per i mesi a venire e questo avrà influenza sul corso del prezzo.
Molta influenza sul mercato – ha rimarcato Orselli – ce l’hanno invece le politiche governative dell’Indonesia, che crescentemente interviene con la riduzione delle quote estrattive per sostenere i prezzi minimi».