MANIFATTURA
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Il super potere del Far East asiatico nella produzione di magneti permanenti è confermato da MP Materials, azienda statunitense specializzata nell’estrazione e raffinazione di terre rare.
La società, considerata uno dei cavalli di battaglia della strategia americana per il controllo delle filiere delle materie prime strategiche, gestisce la minera californiana di Mountain Pass. Ovvero, l’unico sito statunitense attualmente operativo per l’estrazione di terre rare.
Ma è “costretta” a inviare in Giappone e Corea del Sud la propria produzione raffinata di ossidi e metalli di neodimio-praseodimio. Cioè, materiali essenziali per la realizzazione dei magneti permanenti per motori di veicoli elettici, turbine eoliche, dispositivi elettronici, vetri speciali, laser medicali.
Gli Stati Uniti, infatti, non dispongono ancora di capacità industriale interna per la produzione di magneti permanenti sufficiente ad assorbire l’intera produzione di MP Materials.
Gli Stati Uniti contribuiscono solo a una piccola parte dell’output globale di terre rare raffinate.
Secondo il Mineral Commodity Summaries 2026 dell’US Geological Survey, nel 2025 la relativa produzione mineraria mondiale ha raggiunto circa 390mila tonnellate equivalenti di ossidi. La Cina è il primo produttore con circa 270mila tonnellate, pari a quasi il 70% del totale. Seguono gli Stati Uniti con 51mila tonnellate (13%), l’Australia con 29mila, il Myanmar con 22mila.
Ma l’estrazione rappresenta soltanto il primo passaggio della catena del valore delle terre rare. Dopo l’attività mineraria devono essere separate, raffinate e trasformate in ossidi, metalli, leghe che poi hanno molteplici impieghi, tra cui la produzione di magneti permanenti.
Qui domina la Cina, che concentra circa il 90% della capacità mondiale di separazione e raffinazione delle terre rare e controlla gran parte della produzione globale di magneti permanenti. Una filiera completamente integrata, frutto di una visione strategica e di investimenti coordinati dallo Stato.
Anche Giappone e Corea del Sud, sebbene poveri di risorse minerarie, ospitano importanti impianti per la produzione di leghe e magneti destinati all’industria automobilistica, elettronica e aerospaziale. Tant’è che, appunto, rappresentano oggi i principali mercati di sbocco della produzione statunitense di terre rare raffinate. Un altro significativo polo asiatico di raffinazione di questi materiali, infine, è la Malesia.