26 Marzo 2025 / EXPERIENCE

Andamento delle materie prime: nel 2025 inizia fase rialzista per rame e alluminio

Il 67° Faro Club Main Meeting ha confermato sull’andamento delle materie prime l’analisi dell’Anteprima On Line del mese precedente. Dopo il minimo del 2024 è cioè iniziata una fase di ciclo rialzista per i principali metalli industriali.

Rame: quotazioni di mercato in aumento ma premi dei catodi in calo

Per il rame in particolare, le cui quotazioni spinte dalla Cina hanno recentemente superato la soglia dei 10mila dollari a tonnellata, la tendenza rialzista è certa. Il massimo della fase ciclica avviata è atteso nel 2027. Inoltre, anche nel mercato fisico europeo ci sono segnali di fiducia in un miglioramento della domanda nella seconda metà del 2025.

Gli operatori però osservano che, per la prima volta nella storia del settore, sono saltati i benchmark globali dei premi dei catodi di rame che hanno sempre fatto da riferimento per le trattative commerciali. Nel 2025, infatti, i produttori sudamericani hanno annunciato il premio ma non lo hanno mai ufficializzato. Anomalia rilevante. E sul mercato fisico molti produttori, tra cui innanzitutto i cinesi con smelter di rame in Africa, offrono sul mercato prodotti a prezzi molto più bassi del riferimento ufficiale.

Alluminio: andamento rialzista più lieve e debole mercato fisico europeo

Anche l’alluminio sta seguendo come quotazioni di mercato l’andamento delle materie prime generale. La struttura ciclica a 18 mesi è infatti in tendenza rialzista. Ma con qualche differenza rispetto al rame, perché per la primavera 2025 si attende invece un periodo di debolezza dei prezzi. La ripresa dovrebbe arrivare verso l’estate. Lo scenario rialzista sarà confermato se si romperà il livello di 2700 dollari a tonnellata.

Inoltre, sempre a differenza del rame, gli operatori del mercato fisico europeo dell’alluminio sono meno fiduciosi nel breve-medio termine e non vedono segnali di ripresa. Sicuramente non per il secondo trimestre del 2025. La domanda di alluminio primario rimane molto debole e la visibilità degli ordini non supera le due o tre settimane. Meglio i laminati degli estrusi. Fanno eccezione alcuni settori, come per esempio il ferroviario dove il carico d’ordini supera le otto settimane.

Anche a livello geografico in Europa ci sono delle differenze, con la Penisola iberica e l’Est Europa meglio del Nord Europa e soprattutto della Germania, che continua a risentire della crisi dell’automotive. Il panorama generale rimane comunque negativo, con in più il rischio che i dazi Usa alterino gli equilibri di mercato e che possa aumentare l’import in Europa di alluminio canadese, soprattutto di pani a basso contenuto di carbonio richiesti da una parte della manifattura europea. Meno prospettive invece di un ritorno dell’alluminio russo, visto che le sanzioni Ue rimarranno verosimilmente ancora in essere.

Infine, per quanto riguarda l’alluminio secondario, perdurano in Europa la scarsità e i prezzi alti dei rottami.

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