21 Novembre 2024 / EXPERIENCE

Dazi di Trump sull’export Ue negli Usa? Lo scenario secondo il prof. Arrigo Sadun

Le minacce di dazi di Trump sulle merci europee esportate negli Stati Uniti sono probabilmente un espediente tattico. L’obiettivo del presidente eletto americano è invece avviare negoziati per riequilibrare il forte passivo della bilancia commerciale americana di beni con l’Europa. Molto interessata alla questione è l’Italia, secondo Paese europeo per surplus nell’interscambio con gli Usa.

«Donald Trump ha promesso di applicare tariffe generalizzate del 10% sulle importazioni di merci provenienti da Paesi alleati degli Stati Uniti. I timori in Europa sono comprensibili, però non vanno esagerati», ha osservato il professor Arrigo Sadun, Chief Economy Advisor di Faro Club durante il 28° Smart Faro Focus sugli scenari macro economici post elezioni Usa. «Le proposte di dazi di Trump verso l’Ue appaiono più come una mossa tattica per ottenere vantaggi negoziali. Le prime enunciazioni della prossima amministrazione repubblicana sulle politiche tariffarie potrebbero essere scioccanti. Ma sarebbe un errore prenderle per oro colato. L’obiettivo infatti non è imporre tariffe cross-border all’Eu ma risolvere una serie di nodi che si sono accumulati nei decenni».

Quale strategia Ue per i negoziati commerciali con gli Usa

«Se gli europei – ha commentato Sadun – riuscissero a mettere assieme una politica economica commerciale comune con un fronte unito verso gli Usa anche sui negoziati in materia tariffaria, si troverebbero in una posizione diversa. L’esigenza di una maggiore unità europea è anche il messaggio chiave del Report sulla competitività Ue di Mario Draghi. Ma realisticamente le probabilità che ciò avvenga non sono alte. É vero che l’Eu ha sempre fatto passi in avanti quando si è trovata di fronte a situazioni drammatiche. Ma dubito che i rapporti con gli Usa si deterioreranno al punto tale da indurre gli europei a fare per spirito di sopravvivenza un salto successivo verso l’unità».

I riflessi sull’Europa dei dazi di Trump alla Cina

Gli Stati Uniti continueranno indubbiamente a perseguire politiche protezionistiche soprattutto nei confronti della Cina, con cui i rapporti sono definitivamente avviati in una logica di competizione strategica globale e non di cooperazione internazionale. «In generale l’idea di imporre tariffe è pessima – ha infine sottolineato Sadun – ma c’è ancora molta incertezza anche sulle proposte relative alla Cina. Trump in campagna elettorale ha parlato a volte di dazi del 60% e a volte del 100%. In ogni caso un rafforzamento delle tariffe Usa sulle merci cinesi non sarebbe una cosa buona per l’Europa, perché potrebbe portare l’export di Pechino a riversarsi ancor di più in mercati alternativi a quello americano, tra i quali il principale è quello europeo».

L'interscambio commerciale Ue-Usa

A integrazione di quanto detto nel 28° Smart Faro Focus, ecco i dati essenziali sulla bilancia import-export di beni e servizi tra gli Stati Uniti e l’Unione Europea (in particolare, Italia e Germania).

A settembre 2024 l’avanzo commerciale cumulato di soli beni dell’Ue con gli Usa è stato di 189 miliardi di euro. Il contributo maggiore arriva da Germania e Italia. Per converso, gli Stati Uniti hanno verso l’Ue un saldo positivo della bilancia commerciale dei servizi. Nel 2022 secondo fonti Ue 113 miliardi di euro. Secondo fonti Usa 70 miliardi di euro.

In particolare, il saldo positivo della bilancia commerciale di beni Italia-Usa ha raggiunto i 40 miliardi di euro, quindi pesa per oltre un quinto del surplus Ue. Ed è in crescita da dieci anni, rispetto ai 17 miliardi del 2014. Oggi il mercato Usa rappresenta l’11% del valore di tutto l’export Italiano (superati da inizio anno i 60 miliardi di euro a settembre 2024).

Il primo Paese Ue esportatore di merci negli Stati Uniti è la Germania: 158 miliardi di euro nel 2023, con un surplus commerciale di oltre 63 miliardi di euro.

É pertanto evidente che Germania e Italia sarebbero due Paesi molto colpiti dai dazi di Trump. E sarà quindi innanzitutto con essi che si concentreranno i negoziati per riequilibrare la bilancia commerciale di beni Usa-Ue.

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