BATTERIE
Le prospettive del riciclo di batterie agli ioni di litio per veicoli e accumuli
La Cina entra di peso nell’economia circolare dei metalli non ferrosi. Le importazioni di alluminio e rame riciclati, in particolare, sono il focus dell’attenzione di Pechino. A inizio luglio 2024 infatti il Ministero dell’Ecologia e dell’Ambiente della Repubblica Popolare Cinese ha stilato una prima bozza di regole mirate ad aumentare l’import di rottami di alluminio e rame e relative leghe, che non saranno più considerati rifiuti solidi ordinari e pertanto non saranno più oggetto di restrizioni.
L’obiettivo cinese è duplice. Primo: aumentare le fonti di approvvigionamento di materie prime necessarie alla filiera industriale del principale paese consumatore di alluminio e rame al mondo. Secondo: stimolare lo sviluppo a livello nazionale dell’economia circolare dei metalli e della produzione di alluminio e rame secondari in chiave riduzione emissioni carboniche.
Ma, come riporta Bloomberg, l’implementazione prevista a partire da agosto della nuova regolamentazione cinese sulla concorrenza di mercato (Fair Competition Review) potrebbe come primo effetto ridurre la disponibilità di rottami per gli smelter di rame cinesi. E avere quindi effetti sui prezzi del materiale.
I segnali dell’appetito cinese per i rottami non ferrosi sono evidenti a livello globale. Nel 2023 per esempio, secondo fonti statistiche USA, quasi il 40% dei volumi di esportazioni americane di rottami di rame hanno avuto come destinazione la Cina e Hong Kong. Per un totale di 350mila tonnellate. Il flusso è aumentato del 12% rispetto al 2022. I volumi di rottami di alluminio che dagli Usa hanno preso la via per la Cina nel 2023 sono stati più bassi: 212mila tonnellate, pari al 10% dell’export americano. Ma in crescita comunque del 39,5% rispetto al 2022. Viceversa, l’anno scorso le importazioni cinesi di rottami ferrosi americani sono crollate del 91% su base annua a 19mila tonnellate.
Il tema strategico della disponibilità e dei prezzi dei rottami per l’economia circolare dei metalli è costantemente discusso dai protagonisti delle filiere industriali e commerciali dei metalli ferrosi e non ferrosi in occasione dei Faro Club Main Meeting quadrimestrali. In ambito non ferrosi, particolare è proprio l’attenzione sull’alluminio secondario sempre più richiesto nel mercato e del rame secondario che deve fare i conti con limiti tecnici strutturali di disponibilità di materiale da riciclo e di processo metallurgico.
Via via che i rottami diventeranno sempre più una miniera economica per la produzione di metalli da materie prime seconde, cambierà anche il meccanismo dei prezzi sul mercato. Meno a sconto rispetto alle quotazioni dei metalli primari. E con ampi segmenti di consumatori disponibili a pagare un prezzo premium sui prodotti dell’economia circolare dei metalli.
L’Italia sta facendo particolarmente meglio della media europea in termini di economia circolare dei metalli alluminio e acciaio. Addirittura oltre gli obiettivi stabiliti dall’Ue per gli imballaggi. Nel 2023 infatti, secondo il CiAl – Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio, in Italia sono state avviate a riciclo 59.300 tonnellate, pari al 70.3% dei volumi immessi nel mercato. Il tasso di riciclo degli imballaggi di alluminio in Italia è già da anni superiore ai target Ue 2025 (50%) e 2030 (60%). Mentre per l’acciaio nel 2023 si è arrivati a un tasso di riciclo del 79,3%.
Viceversa, sul riciclo di metalli da rifiuti RAEE, dove anche si possono recuperare alluminio e rame, l’Italia è indietro in Europa.