24 Aprile 2025 / TRANSIZIONE ENERGETICA

Efficienza energetica aziendale, il caso di YKK Mediterraneo

Il 30° Smart Faro Focus ha condiviso la case history di sostenibilità ed efficienza energetica aziendale di YKK Mediterraneo spa. Oggetto di interventi di riduzione dei consumi e di auto produzione energetica da fonti rinnovabili è stato lo stabilimento di Ascoli Piceno che produce cursori metallici di cerniere.

YKK Mediterraneo è la società italiana del gruppo giapponese YKK Corporation, settore minuterie metalliche per capi di abbigliamento e accessori moda. YKK Mediterraneo ha un fatturato di oltre 40 milioni di euro e più di 200 dipendenti. YKK Corporation opera in 72 paesi con 106 aziende produttive e 46mila dipendenti, l’anno scorso ha complessivamente prodotto 10 miliardi di cerniere.

Il direttore acquisti Valentino Scaramucci ha definito quello della fabbrica e degli uffici di Ascoli «un lungo e costante percorso verso l’efficientamento energetico che continuerà nei prossimi anni e che è considerato un riferimento per l’intero gruppo giapponese».

I risultati

In dieci anni, dal 2015 al 2024, YKK Mediterraneo è riuscita a risparmiare oltre due milioni di euro in costi per elettricità e gas e a ridurre le emissioni di CO2 del 39%. E il processo non è concluso.

Si tratta sinora di un avvicinamento molto incoraggiante, in termini di sostenibilità ambientale, al target intermedio del 2030 di riduzione delle emissioni del 50% rispetto ai livelli del 2018. Con l’obiettivo finale di raggiungere la neutralità carbonica nel 2050.

In termini economici, inoltre, il miglioramento dell’efficienza energetica aziendale ha portato a un risultato rilevante per una società classificata come azienda energivora. Nella fabbrica si eseguono infatti processi di stampaggio a freddo da ottone, stampaggio a caldo con pressofusione da zama, trattamenti galvanici per le finiture.

La prima tappa del percorso è stata nel 2014 l’esenzione dal pagamento delle accise sui consumi di gas ed elettricità, prevista per le aziende che riescono a conteggiare i consumi energetici dei loro processi elettrolitici e metallurgici. Che comporta un risparmio annuale di decine di migliaia di euro per YKK Mediterraneo.

La diagnosi

«La scintilla che ha fatto partire il nostro percorso di efficientamento energetico è stata l’introduzione dell’obbligo normativo della diagnosi energetica per gli energivori e le grandi aziende. L’analisi realizzata da una società esterna specializzata ha dimostrato come YKK Mediterraneo fosse un’azienda energivora di prima istanza», ha spiegato Scaramucci. «Ciò ha permesso di iniziare a ricevere contributi pubblici previsti per gli energivori, che nel caso nostro si aggirano mediamente intorno ai 100mila euro l’anno».

Fondamentale è stato nominare un energy manager esterno, con competenze non presenti in quel momento in azienda, e saper cogliere le diverse opportunità di beneficiare di incentivi statali e regionali per gli investimenti in efficienza energetica aziendale.

I principali progetti per l’efficienza energetica aziendale di YKK Mediterraneo

Sono stati realizzati:

Relamping nel 2016.
Compressori ad inverter nel 2017.
Trigeneratore nel 2018 e 2019.
Recupero del calore dei fumi dei forni di pressofusione nel 2021.
Impianto fotovoltaico sul tetto nel 2022 e 2023.
Impianto geotermico nel 2024.
Sistema di monitoraggio dei consumi elettrici, termici e idrici nel 2024 e 2025.

I progetti in corso di realizzazione e in programma nei prossimi anni sono:

Impianto solare termico per acqua calda sanitaria.
Pompa di calore per climatizzazione degli uffici.
Impianto fotovoltaico sul parcheggio.

Il relamping e il trigeneratore

Sono stati sostituiti 1745 punti luce con dispositivi a led da 56 Watt. Questo intervento, a fronte di un investimento da 220mila euro, ha beneficiato di un incentivo di 173mila euro in cinque anni attraverso la vendita dal 2018 al 2023 di 601 Certificati Bianchi Gse. Il relamping ha comportato un risparmio medio di 70mila euro l’anno di costi energetici, con un ROI in 2 anni al netto dell’incentivo.

L’impianto di trigenerazione installato ha una potenza di 1500 Kw elettrici e 1500 Kw termici. Il trigeneratore, alimentato a gas naturale, è in grado di soddisfare normalmente il 70-75% del fabbisogno elettrico della fabbrica di Ascoli e produce inoltre energia termica in termini di vapore e acqua calda. A fronte di un investimento di 2 milioni di euro, l’impianto ha fatto risparmiare 400mila euro all’anno di costi energetici, anche grazie a un contratto di acquisto del gas che YKK Mediterraneo aveva stipulato per il periodo 2021-2023 a un prezzo fisso di 0,18 euro al metro cubo, molto inferiore al valore di mercato che il gas aveva raggiuto in quegli anni. Inoltre, l’incentivo decennale sul risparmio energetico ha permesso nei primi cinque anni di utilizzo del tri-generatore, dal 2020 al 2024, di vendere 2711 Certificati Bianchi per un valore complessivo di circa 700mila euro. Il ROI, al netto dell’incentivo, è stato in 3,9 anni. Nel 2024, per esempio. il risultato di gestione del tri-generatore, al netto dei Certificati Bianchi, è stato di 865mila euro.

Il recupero dei fumi per il sistema di climatizzazione

Per abbassare i consumi di gas in ottica di efficienza energetica aziendale è stato realizzato un sistema di recupero del calore e dei fumi delle macchine di pressofusione dei lingotti di zama. Questi producono infatti fumi con una temperatura 37 gradi, che vengono trattati recuperando il calore, così impiegato per scaldare l’acqua per il riscaldamento dell’aria della fabbrica. L’investimento è stato di 410euro euro, per metà coperto da incentivi Industria 4.0. Il ROI è in due anni, con risparmi di 80mila euro l’anno sull’acquisto di gas, al netto degli incentivi per la vendita per tre anni di Certificati Bianchi GSE.

L'energia rinnovabile

Sul tetto dell’azienda è stato realizzato un impianto fotovoltaico da 1,2 MW. L’investimento iniziale di 749mila euro è stato parzialmente coperto con 275 euro di incentivi statali e regionali. Il ROI previsto in 4,5 anni è stato aggiustato a due anni per effetto dell’aumento dei prezzi di mercato dell’elettricità acquistata dalla rete. Nel 2024 l’auto generazione fotovoltaica ha soddisfatto il 15% del fabbisogno elettrico.

Nel 2025 è inoltre stata completata la realizzazione di un impianto geotermico che sfrutta la presenza di una falda d’acqua a cinque metri di profondità nelle immediate vicinanze dello stabilimento. È dotato di tre pozzi di presa e tre pozzi di resa, che assicurano un flusso di 12 litri al secondo di acqua alla temperatura costante di 18 gradi. Con una pompa di calore si climatizza così circa un quarto della fabbrica, pari a 7000 metri quadri. L’investimento è stato di oltre un milione di euro, con un incentivo di 605mila euro di cui 495mila euro da fondi per le misure di tutela ambientale del PNRR. Inoltre l’impianto geotermico rientra in Industria 4.0, essedo connesso al sistema di monitoraggio aziendale della temperatura e gestibile da remoto. Il ROI previsto è in quattro anni.

I progetti per i prossimi anni prevedono la realizzazione anche di un impianto solare termico con pompe di calore per la climatizzazione degli uffici e l’ampliamento dell’impianto fotovoltaico nell’area del parcheggio.

Il monitoraggio dei consumi energetici

Il controllo per l’ottimizzazione dell’efficienza energetica aziendale si basa su un sistema di monitoraggio delle produzioni e dei consumi di energia elettrica e termica e su un sistema centralizzato delle temperature.

Gli acquisti mensili di energia elettrica dalla rete sono dimezzati nel 2015 con l’entrata in funzione del trigeneratore. Da un milione a meno di 500mila Kwh. E negli anni successivi sono progressivamente calati grazie al processo di efficientamento continuo dei consumi, con un ulteriore calo marcato nel 2022 grazie all’avvio dell’auto generazione fotovoltaica. «Oggi acquistiamo dalla rete circa 100mila kWh al mese di elettricità, un decimo rispetto al 2018. Nel 2024, grazie all’auto generazione con trigeneratore e fotovoltaico, abbiamo avuto un beneficio di 800mila euro rispetto al valore del prezzo di mercato dell’energia elettrica».

Il processo di efficienza energetica aziendale sta determinando negli ultimi tre anni anche un calo dell’acquisto di gas naturale, che era aumentato nei primi anni di utilizzo dell’impianto di trigenerazione. «Utilizziamo oltre tre quarti del gas per la produzione elettrica, mentre l’impiego per il riscaldamento si è fortemente ridotto e sarà ulteriormente tagliato con il geotermico e la pompa di calore», ha concluso Scaramucci.

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