BATTERIE
Le prospettive del riciclo di batterie agli ioni di litio per veicoli e accumuli
L’indice CRB delle materie prime conferma nella primavera 2025 un trend generalmente rialzista per le quotazioni dei metalli non ferrosi ad elevato impiego industriale in Europa. A maggio il CRB è risalito a 300 punti, dopo il calo del 10% di aprile, nonostante il contesto di debolezza dei prezzi dell’energia, il rallentamento economico globale e il perdurare del clima di incertezza a livello macro economico e geopolitico internazionale.
Secondo le proiezioni di JP Morgan pubblicate a metà maggio, il fatto che Stati Uniti e Cina stiano perseguendo una composizione negoziale per evitare la reciproca imposizione di super dazi sull’interscambio di merci avrà un effetto rialzista sulle quotazioni dei metalli non ferrosi. In particolare, il miglioramento delle relazioni commerciali tra le due principali economie nazionali del mondo comporterà un aumento della domanda e dei prezzi di rame e alluminio nella seconda metà del 2025.
L’Anteprima Online del 68° Faro Club Main Meeting ha quindi fatto il punto sull’andamento e sullo scenario 2025 dei mercati finanziari e fisici dei principali metalli non ferrosi. Si rafforzano soprattutto il rame e lo zinco, ma attenzione appunto anche all’alluminio. Stabile il piombo, rimane invece molto debole il nichel.
Gli analisti di Faro vedono una decisa prospettiva rialzista per il rame. Il cosiddetto “oro rosso” ha segnato un forte recupero dei prezzi di borsa tra aprile e metà maggio, quando è arrivato quasi a chiudere il gap a 9700 dollari la tonnellata che si era aperto con il netto calo delle quotazioni in seguito al Liberation Day di Trump sui dazi. Da giugno 2025 il rame sarà in backwardation in dollari, e ancora di più in euro perché l’eurodollaro è in contango.
Segnali positivi arrivano anche dal mercato fisico italiano ed europeo del rame. Ad aprile e maggio la domanda si è leggermente ripresa, testimoniano gli operatori dell’Osservatorio italiano materie prime di Faro, e le previsioni per la seconda metà del 2025 sono confortanti.
L’annuncio dei dazi del Liberation Day di Trump ha creato dinamiche di scarsa disponibilità di materiale in Europa, con disservizi nell’onorare i contratti di fornitura da parte di diversi operatori internazionali. La carenza di offerta ha quindi avvantaggiato i produttori italiani. Particolarmente scarsa è la disponibilità nel mercato europeo di catodo di rame, a causa dell’incetta di acquisti negli Usa per anticipare il forte aumento dei dazi che si era prospettato ad aprile. Di conseguenza sono aumentati i premi, che probabilmente rimarranno alti a causa della carenza anche di rottame e di concentrato.
La domanda di rame è trainata dal settore delle reti elettriche, dove nei prossimi anni si prevede un ulteriore aumento del consumo per grandi progetti come le dorsali di connessione nord-sud tedesche per l’energia eolica. L’automotive è in linea con le previsioni. Per l’edilizia il mercato più vivace è quello spagnolo. Continua invece la sofferenza dell’elettrodomestico.
L’analisi ciclica delle quotazioni dei metalli non ferrosi mostra un trend ascendente anche per l’alluminio. Che però nella fase attuale è più fermo del rame. Il prezzo rimane tra i 2600 e 2700 dollari a tonnellata, con aspettative di piccoli rialzi nel breve termine.
La situazione dell’allumino è nettamente meno buona del rame anche come mercato fisico. Gli operatori dell’Osservatorio italiano materie prime di Faro confermano la debolezza e la scarsa visibilità degli ordini soprattutto per i comparti estrusione e billette, mentre va un po’ meglio per la laminazione. Le aspettative restano comunque negative per la seconda metà del 2025.
Il mercato nazionale più vivace in Europa per l’estrusione è la penisola iberica. Gli estrusori italiani soffrono l’eccesso di capacità produttiva con marginalità molto compressa. Marginalità contratta anche per i produttori di alluminio secondario, stretti fra i prezzi alti del rottame a causa della perdurante scarsità di materiale e il dimezzamento dei prezzi di vendita dei pani dopo l’entrata in vigore dei dazi Usa del 25%.
La richiesta di alluminio è leggermente cresciuta nel 2025 in Europa sia per l’edilizia sia per l’automotive, ma è ancora inferiore alle aspettative. Piatta la domanda in Italia. Il mercato delle costruzioni più vivace è quello iberico.
L’analisi ciclica a 18 anni di Faro sui trend delle quotazioni dei metalli non ferrosi evidenzia l’ascesa dello zinco, oltre che del rame. La fase attuale vede un forte livello di prezzo atteso di 3200 dollari a tonnellata, rispetto ai livelli attuali intorno ai 2700 dollari.
Il mercato fisico ha vissuto un repentino cambio di rotta ad aprile 2025. Dopo l’annuncio dei dazi Usa del Liberation Day gli ordini si sono infatti impennati. Così si è passati rapidamente da un surplus a una carenza di offerta, con relativo aumento dei premi di quasi 100 dollari rispetto ai livelli usuali.
In ripresa nel 2025 anche la richiesta di zinco secondario: le scorte degli operatori commerciali si sono esaurite e si è fatta sentire la mancanza di rottame, con conseguente forte aumento dei prezzi. Rimane alta la domanda di ceneri degli scarti di lavorazione. In ripresa il consumo di ossido, con il ritorno sul mercato europeo anche di operatori asiatici attratti dai prezzi in rialzo.
Nessuna particolare novità sul mercato del piombo, che rimane calmo come domanda, offerta, quotazioni e premi. Continua il problema della scarsità e dei prezzi crescenti dell’antimonio, metallo usato in molte leghe di piombo, che non permette di fare contratti spot di fornitura.
Il nichel è il metallo non ferroso in perdurante sofferenza sul mercato. A livello borsistico, il prezzo non si schioda dal range di 15-16mila dollari a tonnellata. E il Liberation Day di Trump aveva ulteriormente depresso ad aprile le quotazioni ai livelli minimi dal 2020.
Inoltre, si si sta nuovamente allargando il differenziale tra il metallo quotato in borsa e il Nickel Pig Iron per le ferroleghe. In prospettiva futura l’Osservatorio italiano materie prime di Faro invita a prestare molta attenzione all’alto livello di scorte asiatiche di acciaio inox, il principale settore di impiego del nichel, che hanno raggiunto nel 2025 volumi quintupli rispetto al 2008.
In Europa la domanda di nichel potrebbe essere stimolata del piano Rearm Europe, per esempio per le batterie NCM e NCA dei droni. Meno impattante è invece il mercato globale delle batterie dei veicoli elettrici, che su spinta cinese si sta sempre più orientando sulle batterie LFP senza nichel.