2 Ottobre 2024 / ENERGIA - RINNOVABILI

Per gli energivori nel 2025 arriva la nuova Energy Release

Buona novità per gli energivori nel 2025. Sta per arrivare la nuova Energy Release che prevede prezzi calmierati per tre anni a valere su all’incirca un terzo dei consumi di elettricità. Lo prevede il Decreto Ministeriale n. 268 del 23 luglio 2024 del MASE. La pubblicazione del Bando da parte del GSE – Gestore Servizi Elettrici è attesa per ottobre 2024 con finestra temporale per caricare sul portale le manifestazioni di interesse da novembre a fine anno. A gennaio 2025 si dovrebbero conoscere i risultati, e i contratti andranno stipulati entro febbraio. A disposizione ci sono 20-25 TWh l’anno.

L’obiettivo della misura è facilitare gli investimenti delle aziende energivore in sistemi di autoproduzione di elettricità da fonti rinnovabili. I beneficiari energivori nel 2025 in Italia sono circa 4000, di cui 3400 PMI, in settori a forte consumo di elettricità, compresi ovviamente quelli dei metalli. Acciaio, ghisa e alluminio in testa.

Gli obiettivi di decarbonizzazione elettrica degli energivori dell’acciaio

Un commento molto positivo sull’Energy Release per gli energivori del settore siderurgico è stato espresso dal presidente di Federacciai Antonio Gozzi. L’occasione è stata l’Assemblea Pubblica 2024 di Vicenza il 26 settembre. «Un terzo dell’elettricità che compriamo dalla rete è rinnovabile. Con l’Energy Release dal 2025 avremo un altro terzo di elettricità da fonti rinnovabili che ci viene ceduta dal GSE con i certificati di origine. In tale direzione stiamo valutando di partecipare, anche in consorzio di imprese, alle gare per il rinnovo delle concessioni idroelettriche. Se poi riusciamo a fare un contratto a lungo termine con Edf, Edison e Ansaldo Energia sull’importazione di elettricità da fonte nucleare per un altro terzo, riusciremo a essere completamente green sui consumi elettrici a partire già dal 2026-2027 (nostro obiettivo Net-Zero per il 2030). Quindi non solo sullo Scope 1 relativo alle emissioni dirette dei processi interni, come di fatto in Italia siamo adesso con l’85% della produzione nazionale siderurgica con forni elettrici e quindi decarbonizzata, ma anche sullo Scope 2 relativo alle emissioni indirette da approvvigionamento energetico».

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