BATTERIE
Le prospettive del riciclo di batterie agli ioni di litio per veicoli e accumuli
Prosegue lo sviluppo dei sistemi di accumulo energetico da fonti rinnovabili in Italia. Nei primi nove mesi del 2025, secondo dati Terna, la potenza nominale degli accumuli in esercizio ha raggiunto i 7,1 GW, con un incremento da inizio anno di 1,45 GW. Mentre la capacità utilizzabile massima dei sistemi di accumulo in esercizio, che al 30 settembre erano 849mila, è arrivata a 17,4 GWh con un’aggiunta di 4,36 GWh.
La crescita nel 2025 risulta comunque un po’ rallentata rispetto allo stesso periodo del 2024: -12,7% per la potenza nominale e -5,7% per la capacità utilizzabile massima.
Lombardia, Sardegna, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte sono le prime cinque regioni per capacità in esercizio. Ma un’accelerazione nello sviluppo dei sistemi di accumulo energetico sta partendo dal Sud.
Il 30 settembre 2025 si è infatti tenuta la prima asta del nuovo Meccanismo di approvvigionamento di stoccaggio elettrico – Macse indetta da Terna, relativa a progetti autorizzati in quattro aree distinte dell’Italia meridionale e insulare: Centro-Sud, Sud e Calabria, Sicilia, Sardegna.
L’interesse è stato alto. L’offerta complessiva di capacità da parte dei partecipanti è risultata quattro volte superiore al fabbisogno pianificato di 10 GWh di Sistemi di accumulo a batterie (BESS) agli ioni di litio. Obiettivo centrato con un prezzo ponderato medio di aggiudicazione di circa 13mila euro/MWh – anno.
I progetti vincitori che dovranno entrare in funzione entro il 2028 sono stati una quindicina. Sette i vincitori, con Enel a fare la parte del leone.
La logica del Macse la spiega Fabio Zanellini, coordinatore del Gruppo di lavoro Accumuli e Idrogeno di Associazione Italia Solare, presidente della Commissione Tecnica con delega agli affari regolatori di Anie Energia, responsabile dello sviluppo dei servizi di rete di Falck Renewables spa.
«L’asta è stata una novità nel panorama europeo dell’approvvigionamento di capacità di accumulo. Riguarda solo impianti di grande taglia stand-alone, perché è strutturata a sconto sul prezzo del MWh. Pertanto, maggiore è la dimensione dell’impianto, più si abbassa il prezzo offerto».
Di fatto possono partecipare alle aste Macse solo operatori molto strutturati che “di mestiere” producono e vendono energia. In genere, grandi utility o fondi di investimento. «Il “filtro” – sottolinea Zanellini – è che per partecipare all’asta, oltre ad avere un progetto di impianto autorizzato, occorre prestare garanzie impegnative del valore di milioni di euro».
Se le regole non cambiano, quindi, l’accesso al Meccanismo di approvvigionamento di stoccaggio elettrico resterà ad appannaggio di un piccolo numero di operatori.
«Qualora invece si stabilisse un limite di approvvigionamento per zona per operatore – osserva Zanellini – si potrebbe aprire un po’ il mercato e forse si ridurrebbero le posizioni dominanti che abbiamo visto. Ma si tratta di una decisione di politica industriale, non di un difetto del Macse per come è stato disegnato. Probabilmente, se nulla cambia alcuni operatori si allontaneranno dal Macse, perché non interessati a competere in aste al ribasso con grandi player energetici e fondi di investimento».
Le prossime aste Macse dipenderanno dagli scenari di sviluppo dei sistemi di accumulo energetico che Terna analizza ogni due anni. «Per esempio – nota Zanellini – nell’ultimo scenario pubblicato nel 2024 il fabbisogno di storage è sceso di 20 GW rispetto alle previsioni del 2022, perché nel frattempo nel Nord Italia la crescita di impianti fotovoltaici vicini al carico è stata maggiore di quello che Terna si aspettava».
La prima asta Macse ha riguardato solo le batterie agli ioni di litio, che assieme ai pompaggi idroelettrici sono oggi infatti la tecnologia più matura su cui Terna punta. Ma il Macse riserva un contingente del 10% anche a tecnologie alternative, come le batterie a flusso.
«Le batterie alternative a quelle agli ioni di litio devono garantire le performance richieste da Terna – conclude Zanellini – perché il Meccanismo di approvvigionamento di stoccaggio elettrico mira allo sviluppo di sistemi di accumulo mass-market. Devono essere in grado di soddisfare i fabbisogni del sistema italiano a breve termine, quindi non c’è spazio per progetti sperimentali».