10 Gennaio 2024 / IMPRESE

Manifattura sostenibile: sfide e opportunità per l’industria italiana secondo il CFI

La manifattura sostenibile secondo il concetto circolare di fabbrica è l’oggetto della seconda linea di intervento della nuova Roadmap del Cluster Tecnologico Nazionale Fabbrica Intelligente (CFI).
Centrale per la sostenibilità industriale sono la progettazione e lo sviluppo dei prodotti in ottica “life cycle thinking” per abilitare processi di de-manufacturing e re-manufacturing secondo i principi dell’ecodesign e dell’economia circolare.

Sfide della manifattura sostenibile in Italia

Le trasformazioni della manifattura sostenibile, si legge nella descrizione della seconda delle sette linee d’intervento della nuova Roadmap del Cluster Fabbrica Intelligente (la prima è dedicata alla produzione personalizzata), comportano cambiamenti che «richiedono l’introduzione di nuovi processi, di nuove macchine e di nuovi sistemi creando una profonda rivisitazione della base produttiva nazionale ponendo anche le basi per l’apertura di nuovi mercati di beni strumentali che vedano il paese in posizione di leadership. Questi sistemi devono essere coerenti con l’evoluzione dei mercati e delle tecnologie abilitanti, utilizzando la tecnologia come leva competitiva nei confronti delle tre dimensioni della sostenibilità (economica, ambientale e sociale).
In questa nuova prospettiva, il ruolo dell’industria manifatturiera è fondamentale verso l’implementazione di un concetto circolare di fabbrica. Il produttore può progettare prodotti in grado di essere disassemblati dopo l’uso, integrando una frazione crescente di materie prime seconde (specialmente quelle critiche). Inoltre, può gestire le informazioni di prodotto lungo la catena del valore (soprattutto sfruttando le tecnologie digitali in modo da favorire un recupero più efficiente di componenti e materiali dopo la fase d’uso, al fine di renderne più vantaggioso economicamente il riuso».

Opportunità per l'industria nella transizione verso la sostenibilità

«In questo contesto – prosegue il documento – si sta quindi affermando il tema del “de-manufacturing e re-manufacturing”, a causa dell’aumento del costo delle materie prime (rarefazione e speculazione) e delle leggi specifiche introdotte dall’Unione Europea che richiedono di migliorare il tasso di recupero dei materiali.
Inoltre, gli attuali livelli di utilizzo di materie prime critiche (ad esempio il litio) e risorse primarie sempre più scarse (come l’acqua) o più costose (come l’energia, non risultano più sostenibili. La domanda di materiali critici per la produzione di prodotti high-tech è in costante aumento in Europa, causando grossi problemi in termini economici e strategici, legati al loro approvvigionamento (come le terre rare), e risulta quindi necessario studiare come utilizzare i rifiuti elettronici quale fonte di materiali rari per nuovi prodotti tecnologicamente avanzati.
Da sottolineare poi l’importanza di un uso razionale delle risorse energetiche e idriche, essenziali per diversi processi produttivi».

Strategie e iniziative per promuovere la manifattura sostenibile in Italia

La linea di intervento sulla sostenibilità industriale della Roadmap del CFI «a livello italiano si pone l’obiettivo di studiare e sviluppare strategie, metodi e strumenti che siano in grado di implementare processi produttivi più sostenibili a livello ambientale, economico e sociale, che dipendano meno dall’esterno per l’approvvigionamento di risorse produttive critiche o quelle penalizzate dalle leggi vigenti».

Secondo la Roadmap, per favorire lo sviluppo della manifattura sostenibile è necessario:
– favorire lo sviluppo di un sistema industriale in grado di implementare soluzioni di economia circolare;
– studiare come la sostenibilità possa cambiare il processo di pianificazione nelle imprese manifatturiere;
– stabilire quale cambiamento è richiesto a livello di impresa per consentire miglioramenti nelle performance di sostenibilità;
– identificare i cambiamenti a livello di sistema necessari per aumentare la sostenibilità industriale;
– attivare la sperimentazione a livello di impresa con nuovi modelli di business e migliorare la capacità del settore industriale di agire sistematicamente verso l’implementazione dell’economia circolare.

Le azioni prioritarie riguardano:
– nuove soluzioni per ridurre le emissioni nocive o inquinanti dei processi produttivi;
– metodi e tecniche per la valutazione strategica di prodotto-processo in ottica “life cycle thinking”;
– tecnologie e processi per il riutilizzo, il re-manufacturing e il riciclo di prodotti, componenti e materiali da prodotti post-uso o provenienti da processi di manutenzione;
– sistemi e metodi per la misurazione e la realizzazione di “supply chain sostenibili” o “closed-loop supply chain”, reti di simbiosi industriale (modello batch e modello continuo).
Per ciascuna azione sono previsti obiettivi a breve termine in 2-3 anni, a medio termine in 4-6 anni, a lungo termine in 7-10 anni.

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