17 Gennaio 2024 / ENERGIE RINNOVABILI

Sviluppo energetico sostenibile in Europa verso il 2030. Il report Renewables 2023 di IEA

La capacità installata di fonti rinnovabili a livello mondiale deve triplicare e arrivare a 11mila GW entro il 2030. L’impegno è stato preso da 130 governi nazionali e dall’Unione europea alla Cop28 di Dubai di dicembre 2023. Ed è considerato essenziale per assicurare uno sviluppo energetico sostenibile nel campo dell’elettricità, dei trasporti e del termico.
Il report Renewables 2023 dell’International Energy Agency (IEA) analizza la situazione aggiornata e le prospettive al 2028 per lo sviluppo delle energie rinnovabili nei diversi paesi e macro aree geografiche del mondo in base alle politiche e alle condizioni di mercato in corso. L’Europa registrerà una crescita tra le più alte, soprattutto grazie al fotovoltaico mentre gli incrementi dell’eolico e ancora più delle altre fonti rinnovabili saranno più contenuti.

Il quadro attuale dell'energia rinnovabile in Europa

Nel 2022 in Europa le fonti rinnovabili hanno coperto il 41% della produzione di energia elettrica (dati Renewable Energy Progress Tracker di IEA). In particolare le fonti rinnovabili a generazione variabile (o intermittente), cioè fotovoltaico ed eolico, hanno contribuito per il 21%. Guardando lo stesso dato limitatamente ai 27 paesi Ue, la quota di tutte le rinnovabili nel 2022 è stata del 39% e quella delle rinnovabili variabili del 23%. E in Italia rispettivamente del 35% e del 17%.
Per il 2028 si prevede che la quota complessiva delle rinnovabili sulla produzione elettrica continentale salirà al 61% in Europa e al 60% in area Ue (59% In Italia), quella delle rinnovabili variabili al 39% in tutto il continente e al 42% nell’Ue (33% in Italia).

Secondo la IEA tra il 2023 e il 2028, in direzione degli obiettivi 2030 di sviluppo energetico sostenibile in Europa saranno installati 532 GW di nuova capacità da fonti rinnovabili. Grosso modo l’installato complessivo passerà dagli 800 GW del 2022 agli oltre 1300 GW del 2028.
Il 70% della capacità aggiuntiva saranno impianti fotovoltaici, con una prevalenza di quelli distribuiti rispetto a quelli su scala utility perché l’auto-consumo sarà favorito dagli elevati costi energetici e da politiche più incentivanti. Il 26% della capacità aggiuntiva saranno impianti eolici, soprattutto onshore. L’eolico crescerà meno del fotovoltaico a causa di problematiche relative ai tempi lunghi degli iter autorizzativi, ai limiti di connessione alle reti elettriche e, soprattutto per l’offshore, ai timori sulla redditività dei progetti (i produttori occidentali di tecnologie eoliche hanno infatti avuto risultati finanziari negativi negli ultimi anni). Il rimanente 4% di incremento di capacità di fonti rinnovabili si suddividerà tra idroelettrico, geotermia, bioenergie.

Politiche e obiettivi per lo sviluppo energetico sostenibile

Sebbene le tecnologie per le energie rinnovabili stiano diventando più competitive in termini di costi (in particolar modo quelle fotovoltaiche grazie all’indiscusso primato mondiale della produzione cinese in questo ambito), le politiche pubbliche rimangono cruciali per attrarre investimenti nello sviluppo di nuovi impianti. La IEA calcola che a livello globale ben l’87% della crescita attesa di impianti utility di generazione di energie rinnovabili tra il 2023 e il 2028 sarà stimolato da politiche di incentivi pubblici. Una percentuale su cui pesa molto la Cina, il più grande mercato mondiale delle energie rinnovabili, dove dipenderà dalle politiche pubbliche il 95% dell’incremento. In Europa quasi il 75% della crescita attesa tra il 2023 e il 2028 per i progetti di impianti utility di generazione di energia fotovoltaica ed eolica si baserà su gare pubbliche. Una quota quindi più bassa della media mondiale perché, secondo l’analisi di IEA, gli elevati prezzi all’ingrosso dell’elettricità nel mercato europeo stanno rendendo più competitive le formule dei corporate PPA e dei progetti merchant, in particolare in Spagna, Germania, Svezia, Danimarca e Regno Unito.

Gli obiettivi della politica energetica Ue sono stati aggiornati nel piano RePowerEU, a cui devono fare riferimento i diversi piani nazionali per l’energia e il clima sottoposti all’analisi della Commissione europea (compresa la proposta revisionata del PNIEC 2023).

I target essenziali per lo sviluppo energetico sostenibile nell’Ue da raggiungere entro il 2030 sono:
– quota energie rinnovabili del 45% nel mix dei consumi energetici complessivi (elettricità, trasporti, termico);
– efficienza energetica con la riduzione dell’11,7% del consumo di energia primaria e finale rispetto alle proiezioni del 2020.

Tecnologie e iniziative per la transizione energetica in Europa

Fondamentale nella strategia europea per lo sviluppo energetico sostenibile dovrebbe essere l’attività di ricerca e innovazione nel campo delle tecnologie a basso impatto carbonico (European Strategic Energy Technology Plan).

Sei sono le aree tecnologiche oggetto delle azioni chiave:
– energie rinnovabili per l’aumento delle performance e la riduzione dei costi;
– sistemi energetici per nuove tecnologie per i consumatori, resilienza e sicurezza;
– efficienza energetica attraverso nuovi materiali e tecnologie per gli edifici e in ambito industriale;
– trasporti sostenibili per la competitività nel settore batterie e tecnologie per la mobilità elettrica e per i carburanti rinnovabili e la bioenergia;
sistemi di cattura e immagazzinamento della Co2 per gli obiettivi di decarbonizzazione dell’industria
– sicurezza nucleare.

Inoltre, occorre considerare che i piani di sviluppo dell’elettrificazione per consumi residenziali, industriali e nella mobilità dovrebbero comportare un aumento della domanda di corrente elettrica nei prossimi anni. A cui si aggiunge la questione del previsto aumento rilevante della quota di energia da fonti rinnovabili intermittenti nel mix elettrico, con relative esigenze di batterie di accumulo e di reti di trasmissione elettrica sufficientemente flessibili. Importante, a tal proposito, è l’EU Action Plan for Grids.

Le difficoltà dell'idrogeno verde

Incertezze per l’idrogeno verde. Secondo gli obiettivi Ue, per il 2030 il 42% dell’idrogeno dovrebbe essere prodotto utilizzando elettricità da fonti rinnovabili. Ma il report Renewables 2023 di IEA taglia del 35% le stime di sviluppo dell’idrogeno verde a livello mondiale, poiché ovunque tranne che in Cina si registrano forti ritardi dei progetti ed enormi distanze rispetto ai target fissati.

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