BATTERIE
Le prospettive del riciclo di batterie agli ioni di litio per veicoli e accumuli
Nella seconda metà del 2025 il mercato dello zinco in Italia e in Europa tornerà alle dinamiche ordinarie. Cioè fine del boom della domanda e dei premi seguito agli annunci sui dazi di Trump di fine aprile. È quanto emerso nel Kerb sui mercati dei principali metalli industriali del 68° Faro Club Main Meeting.
In sintesi, in termini di outlook a breve del mercato finanziario, per lo zinco la prospettiva sui tre mesi è comunque rialzista. Gli analisti di Faro prevedono il 65% di probabilità che le quotazioni si situino in area 2700-2900 dollari a tonnellata, essendoci spazio d’acquisto per i fondi di investimento. Ma la volatilità sarà maggiore rispetto ad altri metalli non ferrosi.
In termini di mercato fisico, gli operatori hanno riportato nel secondo trimestre del 2025 un andamento dello zinco per la prima volta nettamente diverso da quello del piombo. Vale a dire, in Italia e in Europa dopo il Liberation Day si è registrato un improvviso aumento degli ordini, con conseguenti esaurimento delle scorte, deficit di offerta, aumento dei premi, carenza anche di rottame.
Veronica Della Torre, direttore di Ligure Metalli srl, si attende in ogni caso un riequilibrio in estate: «Quanto accaduto è in contrasto con le previsioni fatte da aprile dall’International Lead and Zinc Study Group, che aveva tagliato le stime di crescita visto che oltre la metà del consumo di zinco è legata a mercato edile che in Cina si è ridotto. Ma non credo che questa situazione durerà fino a fine anno».
A livello mondiale, intanto, nei primi quattro mesi del 2025 il bollettino dell’ILZSG ha registrato un surplus di offerta di zinco raffinato di 151mila tonnellate, con un calo delle scorte a 53mila tonnellate. La produzione mineraria globale di zinco è aumentata del 5,1%, quella di zinco raffinato è invece scesa dell’1%, l’utilizzo dello zinco si è contratto dello 0,5%. Persiste quindi uno stato di surplus di offerta.
In prospettiva, il settore delle batterie da accumulo di energia da fonti rinnovabili è considerato un driver importante per la domanda di zinco nel prossimo decennio. Tra le varie soluzioni tecnologiche considerate, le batterie allo zinco-iodio sono infatti considerate particolarmente promettenti.