BATTERIE
Le prospettive del riciclo di batterie agli ioni di litio per veicoli e accumuli
Torna la questione di come far pesare meno sui costi energetici aziendali e domestici italiani il sostegno alle rinnovabili che grava sulle utenze elettriche.
La bozza del decreto bollette 2026 a cui il governo sta lavorando prevede infatti due misure relative all’ASOS, la componente degli oneri generali di sistema che finanzia il sostegno alle rinnovabili, la cogenerazione combinata di elettricità e di calore e le agevolazioni alle imprese energivore.
L’ASOS nel 2024 ha generato un flusso di 8,6 miliardi di euro totalmente a carico dei consumatori elettrici aziendali e domestici italiani, il 18% in più rispetto al 2023 (dati Arera). E nel 2025, così come nei prossimi anni, il suo costo complessivo per gli utenti non dovrebbe scostarsi granché da quest’ordine di grandezza.
La prima misura indicata nella bozza del decreto circolata a dicembre 2025 è un contributo straordinario ad hoc per la riduzione nel 2026 dell’ASOS per le PMI non energivore (clienti non domestici connessi in bassa tensione), con un’ipotesi di taglio del 27% dell’aliquota, e per le famiglie economicamente vulnerabili (clienti domestici residenti a basso Isee). Budget: 1 miliardo di euro, di cui 750 milioni per le imprese, coperto dal bilancio della Cassa per i servizi energetici e ambientali – CSEA.
La seconda misura, più strutturale e complessa, mira invece all’abbattimento generale di 5 miliardi di euro all’anno di oneri ASOS dal 2026 al 2030 (o dal 2026 al 2028), attraverso una cartolarizzazione con un’obbligazione ventennale di Cassa Depositi e Prestiti.
Lo schema si applicherebbe a massimo 10 GW di potenza complessiva di impianti fotovoltaici, singolarmente superiori a 20 kW, incentivati dai generosi Conti Energia I (2005) II (2007) III (2010) IV (2011).
I beneficiari potrebbero aggiudicarsi, attraverso una procedura di gara competitiva, un’opzione di fuoriuscita anticipata rispetto alla scadenza finale degli incentivi dei Conti Energia. Incasserebbero subito una tantum non più del 70% (base d’asta) del valore attualizzato al 2025 dei flussi di cassa residui degli incentivi spettanti tra il 1° gennaio 2028 e il termine di cessazione dei contratti di incentivazione. Sarebbe quindi un’opportunità di monetizzare immediatamente, rinunciando però in corso d’asta verosimilmente a oltre il 30% su quanto atteso.
Opzione interessante? È da vedere.
Gli stessi beneficiari dovrebbero infatti anche impegnarsi a investire in lavori di rifacimento integrale entro il 31 dicembre 2030 degli impianti in oggetto, utilizzando solo celle e pannelli fotovoltaici ad alto rendimento prodotti nell’Ue (DL 81/2023), al fine di incrementarne la potenza e garantire valori di producibilità di energia pari ad almeno il doppio di quella attesa negli anni di incentivazione residua degli impianti esistenti.
L’aumento nel 2024 dell’ASOS è stato dovuto innanzitutto al PUN elettrico più basso rispetto al 2023. Di fatto, si è progressivamente ritornati a un regime di piena applicazione degli oneri di sistema, dopo il taglio del 2022 che aveva alleggerito l’accresciuto peso delle bollette elettriche a fronte all’impennata del prezzo del gas a causa della guerra russo-ucraina.
Inoltre, Arera evidenzia che nel 2024 sono aumentate le remunerazioni per rinnovabili biogas, biomasse solide e bioliquidi ed è stato ampliato il perimetro degli incentivi FER.
Il fotovoltaico è di gran lunga il primo destinatario del sostegno alle rinnovabili finanziato dall’ASOS (65,1% del totale nel 2024, comunque in calo come incidenza rispetto al 79% del 2023).
A pagare gli oneri ASOS sono soprattutto gli utenti domestici (38,3 al MWh in media nel 2024) e gli utenti non domestici in bassa e media tensione non energivori (33,7 euro a MWh). Mentre per le aziende energivore il costo medio è stato tra i 3 e i 6 euro a MWh, grazie alle agevolazioni.
Di fatto, per sgravare le imprese elettrivore di questa componente degli oneri di sistema, la si è scaricata su tutte le altre utenze.