MANIFATTURA
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Le quote di emissioni CO2 denominate EUA (Emission Unit Allowances) vanno gestite dalle aziende come una commodity. Serve pertanto un approccio strategico di gestione del portafoglio, con un risk management di acquisti programmati pluriannuali che comporta vantaggi competitivi.
Marco Zanzani, direttore acquisti del gruppo alimentare Amadori, ha raccontato la sua esperienza nel corso dello Smart Faro Focus del 17 luglio 2024. Amadori, che rientra nel circuito ETS per il fatto di avere sistemi di generazione di energia, acquistava all’inizio EUA per il valore di poche centinaia di migliaia di euro. Aumentato oggi nell’ordine di qualche milione di euro.
«L’EUA è una commodity di mercato con una delicata supply demand regolata da decisioni politiche. Il sistema ETS creato per spingere giustamente verso l’efficienza energetica e la riduzione delle emissioni carboniche – spiega Zanzani – prevede cap di emissioni decrescenti per settori ed aziende, fino all’obiettivo Net-Zero. Se da una parte l’offerta di EUA è limitata, dall’altra la domanda complessiva è destinata a crescere perché sempre più settori entrano nel circuito ETS. Si era partiti con l’energia e qualche comparto industriale, poi si è aggiunta l’aviazione, quest’anno lo shipping. E dal 2026 con la piena applicazione del Cbam riguarderà nuovi settori tra cui in ambito metalli l’acciaio, la ghisa e l’alluminio. Con ipotesi di ulteriori allargamenti ai trasporti stradali e agli edifici».
È vero che negli ultimi mesi si è manifestato un surplus di quote di emissioni di CO2 e quote richieste a causa del calo della domanda negli ultimi mesi. Hanno influito i risultati positivi degli efficientamenti energetici di tante aziende e settori e la diffusione delle fonti rinnovabili. Così come ha influito il dipanarsi negativo delle crisi industriali in Europa, con i relativi decrementi di produzione e consumi energetici, innanzitutto nell’economia tedesca.
«Ma poiché la quantità di quote di emissioni di CO2 EUA è definita da regolatori esterni alle dinamiche di mercato, questo attuale surplus diventerà deficit nei prossimi anni. Perché le quantità disponibili saranno tagliate mentre il numero di settori coinvolti aumenterà. Questo dovrebbe fare alzare le antenne ai buyer e alle direzioni aziendali», avverte Zanzani. «Teniamo infatti presente che la revisione del sistema ETS prevede una riduzione delle quote gratuite disponibili nel 2026 e il totale esaurimento nel 2034. Qualora ci siano anche delle modifiche a questa impostazione, l’impatto non sarà banale sia come disponibilità di quote EUA sia sui bilanci delle aziende più soggetto all’acquisto di questo tipo di commodity».
Tra i driver della commodity EUA c’è sicuramente l’andamento dei prezzi e dei consumi di energia. E gli EUA sono strumenti finanziari che permettono di fare edging perché condensano il prezzo di energetici poco liquidi come il gas e l’elettricità.
Già nei prossimi mesi chi acquista e vende quote di emissioni CO2 dovrà fare molta attenzione alla dinamica dei tassi di interesse in discesa per effetto degli attesi tagli di Bce e Fed. «Questo genererà nuova liquidità che, come spiegano gli analisti, andrà su asset finanziari. Forse pure più velocemente del previsto. Pertanto – osserva Zanzani – è essenziale monitorare l’andamento dei fondi di investimento EUA. Il posizionamento long e short dei grandi operatori di mercato viene pubblicato settimanalmente sin dal 2018, quindi i dati per chi ha un approccio di risk management “tecnico” ci sono. Si sa che quando i fondi vanno eccessivamente lunghi, il prezzo degli EUA sale. Quando i fondi vanno eccessivamente corti, come successo a febbraio 2024, il prezzo EUA scende. Oggi i fondi sono probabilmente in posizione neutrale con ancora posizioni short in essere. Potrebbe esserci bisogno di coperture se ci saranno situazioni che spingono i fondi a prendere posizione».
Nel primo semestre 2024 i volumi della liquidità sono tornati molto vicini ai livelli del 2021, dopo il calo nel 2022 e 2023. «Quindi – conclude Zanzani – si denota un maggiore interesse da parte di aziende, banche, fondi. Più liquidità significa più possibilità di fare edging. I fondamentali del mercato sono rialzisti, ma occorre avere un approccio di gestione quotidiana del portafoglio commodity EUA basata sull’analisi tecnica, con piani pluriannuali di acquisti programmati».